24 Aprile 1944
ECCIDIO di MONTELEONE SABINO
N
ella primavera del 1944 le Forze Alleate erano fronteggiate con
accanita resistenza dalle truppe tedesche sia sul fronte di Cassino che su
quello di Anzio-Nettuno.
A Monteleone, pur essendo presenti nel territorio due Reparti corazzati tedeschi
(uno in località Convento e l’altro alla Villa della Fondazione Pepoli), la vita si svolgeva
relativamente tranquilla, nelle attività stagionali dell’agricoltura, dove era preponderante la presenza di
donne e di anziani; infatti erano molto poche le presenze di giovani, riformati o rientrati in famiglia
dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943.
Al mattino del 24 aprile 1944, alcuni contadini, mentre si recavano al lavoro nei campi
verso le località di Larghi, Costagrilli e Villa, trovarono il cadavere di un soldato tedesco al lato
della strada di S. Vittoria, a pochi metri dal fosso omonimo ed in breve tempo la triste notizia si sparse
per il territorio. Il mancato rientro del militare presso il suo Reparto a Villa Pepoli e la conferma
della su assenza al mattino, mise in allarme i responsabili del Reparto ai quali era pervenuta la notizia
del ritrovamento di un soldato tedesco morto nei pressi dell’antica chiesa di S. Vittoria.
Immediatamente, i Tedeschi procedettero prima al sopralluogo sul posto in cui si trovava
il cadavere del loro commilitone e successivamente ad un ampio rastrellamento di civili in tutta la zona
tra Poggio Moiano, Ginestra, S. Vittoria e S. Andrea.
Nel primo pomeriggio i tedeschi avevano radunato circa 130 uomini vicino al fontanile di
S. Vittoria , dove era stato trovato il corpo del loro commilitone.
Alle ore 17
circa, procedettero alla “decimazione” (eliminazione, mediante fucilazione, di
una persona ogni dieci) , in applicazione delle disposizioni per le zone di
occupazione militare (quale era il territorio italiano da loro assoggettato),
che prevedevano l’uccisione, per rappresaglia, di dieci civili per ogni soldato
tedesco ucciso in operazioni non belliche.
Al calar del sole, verso le ore 19 circa,
la rappresaglia era conclusa: giacevano a terra i corpi dei seguenti 10 civili fucilati:
Giuseppe Angelici di anni 28
Giovanni Capitani di anni 63
Angelo Tomassetti di anni 33
Luigi Petrini di anni 34
Giuseppe Petrini di anni 77
Felice Rossi di anni 45
Angelo Bonanni di anni 41
Giuseppe Lupi di anni 40
Egisto Fornara di anni 27
Angelo Allegrini di anni 39
Inoltre, fu uccisa anche un’altra persona che si trovava a passare nella zona,
diretta al suo paese Pozzaglia: Aurelio Mancia di anni 45.
Dopo l’eccidio, da ogni parte, si udiva il pianto
delle donne, disperate per l’uccisione dei loro figli, mariti e fratelli, e dei
giovani e delle ragazze che piangevano la perdita dei loro padri e dei loro nonni.

Testo di Lello D'Attilia
(già segretario comunale di Monteleone Sabino).
Link al sito "
Eccidio di Monteleone" di Andrea Del Vescovo.